Pieve di San Giorgio

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PRENDENDO DA CAMPOTTO LA STRADA VERSO ARGENTA, SUBITO PRIMA DELL’INGRESSO IN PAESE, SI TROVA LA PIEVE DI SAN GIORGIO.

Il territorio di Argenta è sempre stato ambiente di valle, dove i fiumi erano vie di trasporto e le valli sfruttate per la pesca, anche se molto temute a causa del rischio di alluvioni.

I primi insediamenti, risalenti all’età romana, sono posti alla destra del Po del Primato e il primo centro abitato si sviluppò al punto che la chiesa ravennate ne acquisì il territorio.

 Nel 569 l’arcivescovo Agnello di Ravenna decise la costruzione di una piccola Pieve dedicata a S.Giorgio.

PIEVE DI S.GIORGIO

Per secoli è stata la chiesa attorno alla quale si raccoglievano gli argentani al centro di una cassa all’interno di un grande parco. Nel tempo è divenuta un sorta di icona per Argenta, per la sua storia travagliata fatta di periodi luminosi, ma anche di abbandono e incuria.

Il 23 Gennaio 1122 fu poi consacrata la chiesa di S.Nicolò, nel borgo di Argenta, e il 15 Agosto 1252 la Pieve fu donata ai canonici, mentre il suo fonte battesimale trasferito alla chiesa di S.Nicolò. E’ il periodo storico in cui il borgo di Argenta si amplia al di là del Primaro rispetto alla Pieve, sia per motivi di sicurezza dalle alluvioni del fiume, sia per l’importanza che assume il porto di Argenta.

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

Originariamente la Pieve era costituita di tre navate (2 laterali e una centrale), mentre oggi rimane solamente la navata centrale con mattoni a vista.

IL PORTALE : sulla facciata uno splendido portale marmoreo greco, voluto dall’Arcivescovo Gualtiero nel 1122, raffigurante il martirio di S.Giorgio.

  • La cornice esterna del portale è decorata da motivi vegetali, un tralcio di vite, che nell’iconografia classica rappresenta il percorso dell’anima verso la salvezza.
  • La lunetta realizzata interamente in pietra d’Istria rappresenta il martirio di S.Giorgio che viene dilaniato dalla ruota dentata sotto la mano ammonitrice di Dio. La particolarità di questa rappresentazione è di riprodurre una scena rara in Occidente, dove siamo abituati a vedere la figura di S.Giorgio che uccide il drago come vuole la leggenda. Questa è quindi una eredità orientale lasciata da un lungo periodo di dominio bizantino. Dentro la ruota la scritta S.Georgius. Sopra la lunetta troviamo la scritta latina: “iste rotam sprevit quem membra per omnia fregit + vitam donavit cui mortem ferre putavit” che significa: QUESTI DISPREZZO’ LA RUOTA CHE GLI LACERAVA TUTTE LE MEMBRA + ESSA DONO’ LA VITA A COLUI IL QUALE CREDETTE DI DARE LA MORTE.
  • Al centro dell’architrave due grifoni uno di fronte all’altro posti come guardiani all’entrata del luogo sacro. Nella parte superiore la scritta “Anni Domini millesimo centesimo XX secundo indiccione quarta decima” significa NELL’ANNO DEL SIGNORE MILLE CENTO VENTIDUE, INDIZIONE QUATTORDICESIMA indica la collocazione temporale. Alla sinistra dell’architrave troviamo raffigurati gli eletti che sembrano tenere in mano una ampolla, mentre alla destra i dannati che esprimono lo sforzo del peso che devono sostenere.
  • Negli stipiti ai lati del portale sono raffigurati i mesi dell’anno, con personaggi in azione le cui attività tipiche scandiscono il trascorre delle stagioni.
  1. GENNAIO: Ianuarius rappresenta un uomo che protende mani e piedi verso il focolare.
  2. FEBBRAIO: Februarius la potatura della vite.
  3. MARZO: Mars suonatore di flauto per simboleggiare il risveglio della natura.
  4. APRILE : Aprilis suonatore di corno.
  5. MAGGIO: Madius guerriero con lancia e scudo è il mese della riprese delle battaglie.
  6. GIUGNO: Iunius un uomo con la falce rappresenta la ripresa delle attività agricole.
  7. LUGLIO: Iulius la mietitura del grano.
  8. AGOSTO: Augustus preparazione della botte per l’uva.
  9. SETTEMBRE: September la vendemmia.
  10. OTTOBRE: October la semina del grano.
  11. NOVEMBRE: November il trasporto della legna.
  12. DICEMBRE: December l’uccisione del maiale.

 

L’ALTARE: al centro dell’altare troviamo la fenestrella confessionis sorretta da un timpano con scolpito al centro una rosetta.

Ai lati ci sono due arcate ornate da una conchiglia sostenute da colonnine e includenti una croce allungata.

In alto ci sono due agnelli sotto due palme.

Il 7 Febbraio 1970 un incendio distrugge il tetto e l’abitazione del custode, subendo poi una ristrutturazione: la navata centrale, più in alto rispetto al livello originario del sesto secolo tanto che si vedono le vecchie colonne sul pavimento, è 18 X & orientata a est-ovest.

L’abside è a 5 lati all’esterno e circolare all’interno.

Gli affreschi dell’undicesimo e del dodicesimo secolo sono poco visibili e in cattivo stato.